Foto di Carlo si Santo
Limo
16/01/2012


Leggi i testi:

01. Demodè
02. Se tu mi vuoi
03. Ma quanta ipocrisia
04. Diario di un ignavo
05. Una signora di provincia
06. Mario col metano
07. La teoria della razza
08. Spartacus
09. Hopplà
10. Vespe e zanzare


"Limo" sfugge volontariamente le definizioni. Un album maturo che sceglie di intrecciare generi contrastanti.
A partire dal titolo, riferimento al Limo dantesco che accoglieva gli accidiosi nell'Inferno, simbolo di quell'intrinseca e contemporanea negligenza esistenziale che costituisce il mood sotteso a molti brani del disco.
E ancora il Limo come il materiale trasportato dai fiumi, metafora di una memoria che sedimenta e orienta ai margini dello scorrere principale degli eventi. Un lavoro "aperto" e pluristilistico che i Radical Kitsch, alias Conforti (voce e autore di testi e melodie), Francesco Capriello (piano, tastiere già dei Bungt Bangt), Gianluca Capurro (chitarre) sviluppano attingendo a registri letterari e
improvvisamente dissacranti, ispirazioni poetiche e pause prosaiche.
Imperanti, le suggestioni nostalgiche, in particolare nel singolo "Demodé" sospeso, nonostante le
velleità rock, tra la comicità retrò di Ettore Petrolini e la classicità "in frac" di Modugno.
"Limo", oltre la pluralità di ispirazioni, ha una costante: è attraversato da un'ironia disillusa e arcastica.

Canzoni costruite come sfoghi esasperati o raffigurazioni lucide della realtà. Succede nell'orecchiabile "Ma quanta ipocrisia", surreale racconto di un anarchico che si abbandona al gesto estremo di defecare pubblicamente, in protesta contro i paradossi del mondo universitario e del lavoro. E ancora, in "Mario col metano" che con atmosfere rocksteady riprende la ripida discesa di un giovane metalmeccanico, vittima dell'assenza di prospettive e futuro.

Impreziosisce il brano il solo di Daniele Sepe. Il disco vanta la partecipazione del mitico Eddie Kramer, guru di Woodstock, (fonico di Jimmy Hendrix, Led zeppelin, Rolling Stones, David Bowie) che a sorpresa accetta di mixare due canzoni dell'album segnando una prima storica collaborazione con la musica italiana e valorizzando un disco che ha iniziato a farsi strada ancor prima di essere chiuso.
La sua "mano" si percepisce nei brani "La teoria della razza", ballad psichedelica sul non senso, e "Hoplà", storia di un funambolo attratto dal vuoto strutturata come una sceneggiatura. E le avventure di un gladiatore dei nostri giorni che mostra il dito medio e spara sui colletti bianchi dopo aver cercato in tutti i modi di essere uno di loro: "Spartacus" realizzato con gli originali strumenti ottenuti da oggetti riciclati di Capone e Bungt Bangt.

Dieci tracce per un interessante e originale concept album che gli artisti segnalano nella bio come un "disco infernale", una saga singolare di "anime perse la cui condanna consiste nell'assistere al dissolversi del proprio io impotente nei casi del mondo".

Dal vivo i Radical Kitsch si esibiscono con Mario Sposito (basso), Irene Forcillo (cori) e Ciro
Iovine (batteria)..