BIOGRAFIA

I Radical Kitsch nascono nel 2000 dall'incontro di Conforti (autore di testi e melodie, già cantante frontman di alcune formazioni dell'underground partenopeo) con il pianista compositore Francesco Capriello, il poliedrico arrangiatore chitarrista Gianluca Capurro ed il producer Luca Barassi; l'idea comune è quella di dare al progetto una forma "aperta", non costretta da vincoli stilistici e soprattutto contraddistinta da una certa "ospitalità" nei confronti di altri musicisti che vengono considerati fondamentali "portatori di idee". 
 
Seguono anni di composizione e sperimentalismi in cui il gruppo propone un repertorio eclettico e variopinto, al limite della schizofrenia musicale, con brani che vengono studiati per voci differenti al fine di esprimere al meglio le ispirazioni eterogenee e ricche di contrasti.

Nel 2002 i Radical incidono una fortunata demo registrata in presa diretta e contenente tre canzoni; tutti i brani si aggiudicheranno un premio nazionale: nel 2003 la canzone "Demodè" vince il premio Beniamino Esposito, patrocinato da Renzo Arbore, aggiudicandosi anche il premio della critica AUDIOCOOP.

Nel 2004 il brano "Echi di mare" vince il premio Artemare di Marina di Riposto (Catania), città natale di Franco Battiato. Nello stesso anno arrivano i primi passaggi radio, in particolare nella trasmissione RAI "Demos". Nel 2005 il brano più sperimentale della produzione Radical "Le nozze di Roma col fuoco" ovvero "Nerone Paranoico", un ardito accostamento tra ambientazioni bossanova e canto lirico, ottiene un riconoscimento della critica al "Premio Battisti a Sanremo"; la storica trasmissione di RADIORAI "Notturno Italiano" dedica al gruppo un'intera puntata.   

Nel 2007 il gruppo è semifinalista al Musicultura di Macerata ottenendo ottime ed entusiaste critiche. Nel 2009 i brani in lingua inglese approdano al mercato sudamericano entrando nelle play list di alcune radio messicane, una attenzione che è confermata dai molti contatti myspace che vengono da oltreoceano.

Nel 2010 i Radicalkitsch operano una svolta verso sonorità più decise e graffianti; la voce di Conforti ritorna protagonista per cercare di recuperare la spontaneità della composizione. Nasce così il progetto di un primo vero disco: Limo, un concept album che trae il nome dalla palude infernale in cui Dante relega gli accidiosi, in effetti si tratta di un "disco infernale" che racconta storie di anime perse la cui condanna consiste nell'assistere al dissolversi del proprio io impotente nei casi del mondo. Dieci caratteri, dieci storie sul filo dell'assurdo affidate ad un linguaggio che mescola l'aulico e il popolare, senso comune e momenti di lirismo.

L'impianto del disco oscilla tra un rock asciutto ed i tempi in levare del rock stady che per l'occasione si tingono di tonalità grottesche che giocano con l'ambiguità dei testi; il nucleo armonico del gruppo, composto da due dei fondatori (chitarra e piano/key) si affida negli arrangiamenti ad alcuni decisi riferimenti alla psichedelia (in particolare nei soli ) e ad uno spiccato gusto per il sinfonico che si rivela in brevi ed intensi interventi di una sezione di archi (Leonardo Massa viola e violoncello, Riccardo Villari violino).
Fedeli alla tradizione che li accompagna, i Radical si sono messi in opera nel creare la giusta miscela di musicisti per la nuova avventura in studio: la sezione ritmica è stata affidata  al groove della rodata coppia formata da Salvatore Zannella (batteria e percussioni) e Alessandro Paradiso (basso e batteria) che si muove con disinvoltura tra le diverse suggestioni musicali, dal rock al latin dei pezzi più ironici peraltro impreziositi dalla tromba di Gianfranco Campagnoli.

Il brano "Mario col metano" ospita un lusinghiero cammeo del maestro Daniele Sepe al sax.

Sempre nel segno dell'apertura e della collaborazione con altre realtà musicali il disco propone un brano in featuring con la eco-band Capone & Bungt Bangt: si tratta di "Spartacus", un ironico melange tra black english e napoletano eseguito con gli originali strumenti ideati dai Bungt Bangt ed ottenuti da materiali riciclati.

Le riprese su banco analogico donano una atmosfera vintage e sospesa nel tempo, durante le registrazioni del disco, grazie alla rete internet,  il gruppo è riuscito a contattare il mitico Eddie Kramer ( fonico di Jimmy Hendrix, Led zeppelin, Rolling Stones, David Bowie ) e a fargli ascoltare il materiale grezzo ed ancora in corso d'opera; a sorpresa il guru di Woodstock accetta di mixare due canzoni dell'album segnando una prima storica collaborazione con la musica italiana e valorizzando un disco che ha iniziato a farsi strada ancor prima di essere chiuso.

Un album che traccia un nuovo sentiero ma che non dimentica le origini del gruppo,  sperimentali e di ricerca espressiva, così gli intarsi di chitarra e tastiere si innestano con una particolare attenzione per l'armonia e si risolvono in temi ricorrenti quasi ipnotici ed anche il mixaggio di Francesco Sondelli risalta la vena un pò barocca a cui fa riferimento lo stesso nome "Radicalkitsch". In attesa della promozione di Limo che sarà accompagnata da uno spettacolo live  scritto per l'occasione i Radical portano in giro uno show elettrico che ripercorre  dieci anni di canzoni.

Oggi la sezione ritmica è affidata a Mario Sposito (Basso) e Ciro Iovine (batteria), si accompagna ai Radical la voce di Irene Forcillo.

Una odissea musicale che è anche un percorso letterario e poetico.